Per il Giorno della Memoria la scuola secondaria di I grado "A. Moro" ha realizzato
un filmato dal titolo "Occhi di bambino".
In esso si possono riconoscere sette
parti.
La prima inizia con la cattura degli Ebrei che venivano portati nei campi
di concentramento dove li attendeva la prigionia, arrivati lì questi venivano
marchiati con un numero di serie tatuato sul braccio, poi si procedeva a una
selezione: le persone più abili al lavoro venivano separate da quelle più
deboli.
Così succedeva che i figli fossero allontanati dai genitori, che le
donne e i vecchi fossero separati dai più giovani, senza alcun rispetto per le
famiglie.
Anche i bambini venivano costretti ai lavori forzati e poi,
naturalmente, morivano di fame, di freddo e soprattutto di malattia.
La seconda
parte del filmato presenta la visione di un mondo che va rispettato, il
territorio di Gerusalemme,che è visto come un crocevia di popoli in cui deve
prevalere la pace.
Tutti quelli che vedranno il filmato non potranno non notare
una frase: "La morte di un bambino è la morte del mondo intero".
Si passa poi ad
illustrare l'odierna guerra tra Israele e Palestina: città distrutte, uccisioni,
per la maggior parte provocate da bombe, innumerevoli armi ed eserciti che si
preparano a fare ancora più vittime.
La quarta parte parla del Neonazismo e
inizia con un sondaggio UE: attualmente lo Stato di Israele sembra essere
considerato il maggior "nemico" della pace.
Il video continua presentando una
legge iraniana sulle religioni, sicuramente razzista; questa vuole che i fedeli
non appartenenti alla religione islamica indossino una fascia colorata, con un
colore diverso per ogni religione.
Vengono infine illustrati alcuni tra i i
genocidi meno noti,cioè quelli dimenticati degli Armeni e del Darfur.
Nella
parte successiva è riportata, come in un confronto, la vita raccontata nei testi
dei bambini ebrei perseguitati e gli esempi di Neonazismo in Italia, Francia,
Germania a dimostrare come il passato sembri quasi del tutto dimenticato e come
"ritorni" al presente.
Infine, nell'ultima sezione del video, si parla
dell'intervento, nelle varie guerre, del volontariato e di molte organizzazioni
umanitarie, con una speranza finale: si vede un luogo completamente buio con una
finestra che si apre su una luce e poi su Gerusalemme.
La città è dorata e
luminosa, bambini provenienti da tutte le parti del mondo appaiono sorridenti e
alla fine, stringendosi per mano, formano un girotondo a significare la pace e
la fratellanza tra gli uomini di tutta la terra.
Questo filmato è molto
significativo perché riporta le tematiche della Shoah, quello che hanno visto i
bambini nelle persecuzioni di ieri, ma si sofferma anche su ciò che essi vedono
nelle guerre di oggi.
E, soprattutto, è un video che invita alla pace e al
rispetto dell'uomo, a qualunque razza egli appartenga.