Occhi di bambino

In memoria della Shoah, per la pace e il rispetto dell'uomo
Lorenzo Ignone

Per il Giorno della Memoria la scuola secondaria di I grado "A. Moro" ha realizzato un filmato dal titolo "Occhi di bambino".
In esso si possono riconoscere sette parti.
La prima inizia con la cattura degli Ebrei che venivano portati nei campi di concentramento dove li attendeva la prigionia, arrivati lì questi venivano marchiati con un numero di serie tatuato sul braccio, poi si procedeva a una selezione: le persone più abili al lavoro venivano separate da quelle più deboli.
Così succedeva che i figli fossero allontanati dai genitori, che le donne e i vecchi fossero separati dai più giovani, senza alcun rispetto per le famiglie.
Anche i bambini venivano costretti ai lavori forzati e poi, naturalmente, morivano di fame, di freddo e soprattutto di malattia.
La seconda parte del filmato presenta la visione di un mondo che va rispettato, il territorio di Gerusalemme,che è visto come un crocevia di popoli in cui deve prevalere la pace.
Tutti quelli che vedranno il filmato non potranno non notare una frase: "La morte di un bambino è la morte del mondo intero".
Si passa poi ad illustrare l'odierna guerra tra Israele e Palestina: città distrutte, uccisioni, per la maggior parte provocate da bombe, innumerevoli armi ed eserciti che si preparano a fare ancora più vittime.
La quarta parte parla del Neonazismo e inizia con un sondaggio UE: attualmente lo Stato di Israele sembra essere considerato il maggior "nemico" della pace.
Il video continua presentando una legge iraniana sulle religioni, sicuramente razzista; questa vuole che i fedeli non appartenenti alla religione islamica indossino una fascia colorata, con un colore diverso per ogni religione.
Vengono infine illustrati alcuni tra i i genocidi meno noti,cioè quelli dimenticati degli Armeni e del Darfur.
Nella parte successiva è riportata, come in un confronto, la vita raccontata nei testi dei bambini ebrei perseguitati e gli esempi di Neonazismo in Italia, Francia, Germania a dimostrare come il passato sembri quasi del tutto dimenticato e come "ritorni" al presente.
Infine, nell'ultima sezione del video, si parla dell'intervento, nelle varie guerre, del volontariato e di molte organizzazioni umanitarie, con una speranza finale: si vede un luogo completamente buio con una finestra che si apre su una luce e poi su Gerusalemme.
La città è dorata e luminosa, bambini provenienti da tutte le parti del mondo appaiono sorridenti e alla fine, stringendosi per mano, formano un girotondo a significare la pace e la fratellanza tra gli uomini di tutta la terra.
Questo filmato è molto significativo perché riporta le tematiche della Shoah, quello che hanno visto i bambini nelle persecuzioni di ieri, ma si sofferma anche su ciò che essi vedono nelle guerre di oggi.
E, soprattutto, è un video che invita alla pace e al rispetto dell'uomo, a qualunque razza egli appartenga.

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