Gravi
episodi di bullismo hanno riportato l'attenzione di media ed opinione pubblica
su un fenomeno da sempre presente tra i giovani adolescenti.
Insulti verso
coetanei extracomunitari, atti di violenza verso disabili, sberleffi a coetanei
che non vestono griffati, aggressioni filmate e mandate in rete sono gli atti
più diffusi con cui il bullismo odierno si sta tristemente manifestando.
I
principali criteri che la comunità scientifica utilizza per demarcare il
bullismo sono l'esistenza di uno squilibrio nel rapporto di forza tra le persone
e l'intenzione di arrecare danno al più debole.
Il 22% delle vittime ha meno di
14 anni e gli adulti si chiedono come individuare le giovani vittime che, molto
spesso per paura, non chiedono aiuto spontaneamente.
Tra i segnali più evidenti
la vittima del bullismo manifesta: ansia, malinconia, disturbi psicosomatici,
calo del rendimento scolastico.
Egli è anche soggetto a ricezione di chiamate
anonime o fa richieste ingiustificate di denaro a familiari ed amici.
Dobbiamo
riflettere sul fatto che il nostro paese detiene il primato dei casi di bullismo
in Europa, e che il 27% delle aggressioni si verificano a scuola, luogo da
sempre ritenuto privilegiato per l'acquisizione delle regole per la convivenza
civile, per la crescita culturale e umana dei ragazzi, luogo di incontro e
confronto.
Oggi, addirittura, si accusa la scuola di essere diventata un
ambiente non educativo, dove educatori ed insegnanti non educano e nemmeno
esercitano la sorveglianza cui sarebbero tenuti.
È la scuola che non è
all'altezza del proprio compito?
O la scuola da sola non può controllare e
smantellare questo fenomeno?
Molti sociologi e psicologi affermano, infatti, che
le radici del bullismo si devono ricercare nel contesto familiare connotato
dall'impoverimento di valori e spesso non contrassegnato da regole, senza
dimenticare che la TV e Internet (sempre più spesso babysitter a tempo pieno e a
basso costo) diffondono e amplificano scene, comportamenti, atteggiamenti e
notizie di violenza e sopraffazione che inevitabilmente i giovanissimi
acquisiscono come modelli da emulare.