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  Da: Maria G. Panettella (Maria Grazia *2D)
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Dialogo:un bambino tedesco e un lampione di Auschwitz
Non ce la faceva più a vedere tutte quelle sofferenze e quella crudeltà.
Era proprio lui, un lampione piccolo e solo.
Decise di non illuminare più quel posto dove milioni d’ebrei erano stati ammazzati.
Decise di non ubbidire più ai tedeschi, di non vedere più tutte quelle persone soffrire.

Un giorno, un bambino dall’aria indifferente, si avvicinò.
Il lampione aprì gli occhi e vide questo bambino avvicinarsi alle porte del campo con un’aria incuriosita.
Il bambino cercò di spiare, ma uno strano signore vestito di verde gridò: ”Fuori! Fuori!Tu, fuori di qui!”.
Alzò lo sguardo e vide suo padre, sì proprio suo padre. Picchiava, picchiava un bimbo dall’aria innocente.
Ad un tratto la faccia del bambino si rattristò e, sconvolto, si andò a sedere a gambe incrociate ai piedi del lampione e iniziò a gridare: ”Dimmi che non è vero, ti prego dimmi che non è vero che mio padre fa quel lavoro.
Ti pregoooooooooooooooooo!

Quell’urlo rimbombò tutt’intorno e coprì anche le grida dei tedeschi.
Il bambino sentì una voce che sospirava: ”Si, purtroppo è tutto vero. Ma tu, perché sei venuto fin qui? Cosa ti ha spinto a venire fin qui?”.
Il bambino rispose balbettando: ”Quando mia madre o io gli poniamo qualche domanda, lui fa di tutto per cambiare discorso, oppure scappa di casa e dice che ha un impegno importante. A me, invece dice sempre che non sono fatti miei o che non sono cose che mi riguardano, e così volevo vedere cosa si nascondeva dietro il misterioso lavoro di mio padre”.
Lampione: ”Vedi, tu sei un bambino fortunato a fare tutto quello che fai e ad avere tutto ciò che hai.”.
Bambino: ”Ma…ti posso fare una domanda?”.
Lampione :”Certo, dimmi, dimmi…"
Bambino: ”Perché papà è tanto arrabbiato con quella povera gente? Che colpa ha?”.
Lampione: ”Devi sapere che tuo padre e tutti gli altri tedeschi, con capo Hitler, considerano tutti i popoli diversi dai tedeschi RAZZA inferiore; in particolare hanno deciso di sterminare gli ebrei. Non mi chiedere il perché, non saprei darti una risposta. So soltanto che mai la storia ha conosciuto tanta crudeltà"br> Bambino: "E che cosa è questo strano posto?"
Lampione: "E’ un campo di concentramento!".
Bambino: "Cosa?????..."
Lampione: "E’un posto dove vengono tenuti prigionieri gli ebrei. Gli uomini e le donne forti e robusti sono costretti a lavorare dalla mattina alla sera come bestie; tutti gli altri finiscono prima o poi nel crematorio".
Bambino: "Che significa questa strana parola?"
Lampione: "Vedi quel fumo denso che esce da quella ciminiera? E’ la fine che fanno gli ebrei che non servono più…"
Bambino: "Vuoi dirmi che li bruciano?"
Il bambino scoppia in un pianto dirotto. “Non avrei mai immaginato che dietro il viso dolce di mio padre si nascondesse un uomo così cattivo”.