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  Da: De Lorenzis G. (Gianmarco *2D)
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Lettera ad un bambino ebreo
Un giorno un bambino tedesco andò a fare una passeggiata lungo un lunghissimo e strettissimo sentiero, fino a quando cadde in un tunnel sotterraneo molto ma molto profondo tanto che alla fine non riuscì più a risalire.

Vagò nel tunnel per circa tre ore fino a quando non trovò una serie di scale per arrivare in superficie.
Il ragazzo percorse quella scalinata e si ritrovo in luogo sperduto dove c’erano dei lampioni. A quel punto il bambino era molto stanco e si fermò a riposare su una panchina posta sotto al lampione.
Ad un tratto sentì una vocina da cui non si riusciva a distinguere la provenienza, poi il bambino si accorse che era uno dei lampioni a parlare e diceva: “Ragazzo, perché sei qui?
e il ragazzo rispose: “Mi sono perso sapresti darmi qualche indicazione per ritornare nelle mia casa?
Ma certo! ” - rispose il lampione - “però prima vorrei raccontarti una storia di cui tu sicuramente ignori l’esistenza, è una storia vera che ha portato al popolo ebreo una situazione tragica a causa del popolo tedesco” affermò il lampione.

Così comincio a raccontare: “Ad un generale cioè Hitler venne l’assurda idea di creare una razza perfetta, ariana in modo da uccidere gli ebrei e anche altre persone diversamente abili, perciò creò dei campi di concentramento e di sterminio dove la gente innocente venisse uccisa senza alcuna ragione; io ero lì, ad osservare quella povera gente.” - continuò il lampione mettendosi a piangere - “ero stanco di illuminare, ero esausto. Ora invece è tutto finito, tutti hanno dimenticato e anche la mia vita purtroppo è finita, mi rimangono poche ore da vivere ma finalmente il mio compito l'ho svolto, ho raccontato ciò che è successo cinquanta anni fa e spero che non accada mai più".

Il bambino rimase paralizzato, il lampione lo vide e gli diede le indicazioni per tornare a casa dicendogli anche di ricordare ciò che gli aveva detto in modo da avere una maggiore speranza nel futuro.